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Blogs are a familiar feature on the internet - where users post content in an accumulating manner, with comments, and search options, etc. They facilitate expression and exploration, and via attached comments, also debate and synthesis.


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Navigating Blogs

Our blogs are quite powerful. Each writer can post, as is typically the case. Sustainers who have the option can also post, however. All Blogs appear in the blog system, and sometimes also in content boxes the top page of ZNet - and always via the left menu of the top page - and can be found via searches, etc.

Commenting on blogs follows the blogs, attached at the bottom, and blog comments, like all others, are also visible in many places that show comments including in the forum system. In addition, the entire blog system gathers content for everyone - but one can look at the accumulating content in many ways.

  • For example one can look at one writer's efforts - so one is seeing what is effectively a blog system for that one writer, or Sustainer.
  • One can also look at the content by topic, seeing blogs that are tagged as being about a certain topic - or place, as well. Thus, when doing that, it is a blog system about a topic, or a place, with many contributors.
  • One can look at only writer blogs, or only sustainer blogs, as well.
  • One can look at blogs for particular Groups, too.

All this is easily done using the left menu. Searches allow even more variables and refinements.


Creating Blog Posts

If you are a Sustainer with permission, and are logged in, you will see a link in the left menu for you to post a blog - and you can use that to post one, and then tag it various ways (such as with a topic or place, or a group tag), and once you do, it is in the system with you as the author.

You can also use the console button to the left to post a blog - anytime and from anywhere in the site, as long as you are logged in.

Meanwhile, enjoy the blogs - and, by the way, if you are a Free Member or a Sustainer with a ZSpace page, of course you can put one or more content boxes on it, pulling blog links of any sort you may want to filter for, for example, by you or by your friends or by others - and by topic, about places, for groups, etc.

Blogs

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Le mie olimpiadi (Italian)

By Fabio Sallustro at Aug 08, 2012


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Categorie.
Ho bisogno di semplificare.

Chi ama il panettone e chi invece ama il pandoro.
Chi beve spumante secco e chi dolce.
Chi mette zucchero nel caffè e chi no.
Chi afferma che l’unica cioccolata vera sia la fondente e ti guarda con disgusto mentre mangi il toblerone.
Chi si soffia il naso prendendo il fazzoletto con una mano e chi con due.
Chi chiude la porta del bagno quando entra e chi no.
Chi beve Chianti D.O.C.G. e chi invece la mattina dopo osserva ancora la polvere rossa del tavernello sul fondo del bicchiere.

Chi segue le olimpiadi e chi le boicotta.

 

La mia ragazza ideale chiude la porta, mangia pandoro, ama il toblerone, mette zucchero nel caffè, beve spumante dolce, si soffia il naso con due mani e boicotta le olimpiadi.
E se dovesse scegliere tra Chianti e Tavernello opterebbe per il nettare degli dei in formato cartonato (e non parlo di ambrosia).

Così mi muovo come un codice binario.

A voi cosa cambia?
Niente a ben vedere.

Ma per parlare delle mie olimpiadi avevo bisogno di un incipit.

Le olimpiadi, è superfluo dirlo, sono mie nel senso che come fenomeno globale le interpreto individualmente e così facendo le moltiplico ancora ed ancora.

Per alcuni sono le olimpiadi della scherma.
Per altri quelle della canoa…e via così.
Per me queste olimpiadi sono quelle della BP sponsor della sostenibilità.
Sono quelle della Dow Chemical sponsor dell’agente orange e di milioni di morti.

Sono quelle dei missili sopra ai tetti delle case.
Sono quelle più militarizzate della storia.
Sono quelle dei costi infiniti.
Sono, ancor peggio, quelle che ingiungono agli atleti di dare il massimo in nome di uno spirito olimpico che dovrebbe essere nobile.

Ma poi stigmatizzano un pugile australiano che osa mostrare la bandiera aborigena.
Perché la politica non deve entrare nelle olimpiadi e noi sappiamo quanto  McDonald, Dow Chemical e BP non abbiano niente a che fare con la politica.

Sono quelle ipocrite dove le squadre si accusano di doping vicendevole e narrano delle nuove frontiere genetiche per andare oltre.
Alla perenna ricerca della pagliuzza altrui.
Sono anche le olimpiadi dei perdenti che avrebbero dovuto vincere e che, frustrati, gridano contro la propria squadra.
Salvo poi rimangiarsi ogni parola. E sono certo che non abbiate bisogno di link per capire di chi parlo.

Sono le olimpiadi che squalificano giocatori che non rispettano lo spirito della competizione salvo poi capire quale sia lo spirito di una simile competizione.

Sono le olimpiadi del CIO che ammise donne nel suo comitato per la prima volta nel 1981 e che, oggi, ne dovrebbe contare circa 16 su 107.

Sono le olimpiadi del marketing selvaggio dove alla città candidate è richiesto di ottenere il controllo di tutta la pubblicità su manifesti, la pubblicità sui mezzi di trasporto cittadini, la pubblicità negli aeroporti, ecc. per la durata dei giochi e per il mese precedente i giochi al fine di sostenere il programma degli sponsor (vedere il manuale tecnico per la protezione del marchio con i bei cinque cerchi).

Il punto?
Il punto è che la carta olimpica dovrebbe “mettere lo sport al servizio dell’armonioso sviluppo del genere umano, mirando a promuovere una società pacifica interessata alla conservazione della dignità umana“.

La dignità passa attraverso i gesti, piccoli o talvolta immensi.
Vi ricordate di John Carlos e Tommie Smith?

Brundage, presidente del CIO, li sospese per il gesto straordinario che decisero di compiere.
Evidentemente era un gesto contrario alla dignità umana.

Lo stesso Norman (secondo classificato), il quale espresse esplicitamente sostegno alla causa dei due atleti, venne pesantemente boicottato.
Nonostante fosse riuscito a qualificarsi anche alle olimpiadi del ’72 venne escluso.
Sempre a causa di quella solidarietà.

Questi sono gesti che, ne converremo tutti, vanno contro lo spirito olimpico così ben incarnato da BP, Coca Cola, McDonald e Dow Chemical.
Lo stesso Fosbury, in una recente intervista reperibile sul manifesto, ha dichiarato che Smith e Carlos si comportarono male come atleti (anche se andava ammirato il loro coraggio).

Come se gli atleti fossero esseri staccati dal mondo in cui vivono.
Come se non fossero uomini che devono rendere conto socialmente come chiunque altro.
Peggio ancora come se prima che uomini fossero atleti.
Adesso come allora, Smith e Carlos come Hooper.
Se questo è lo spirito delle olimpiadi io di queste olimpiadi non so davvero cosa farmene.

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