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Luttazzi: due pesi e due misure.

By Fabio Sallustro at Jun 10, 2010


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La polemica è solo in parte sterile.

Si parla di satira.
Luttazzi ha copiato.
Circola su internet un video che riprende le battute di Luttazzi e che le alterna a battute di altri comici 
americani sconosciuti al pubblico italiano.
Il nome del video  è "Il meglio (non è) di Luttazzi."
La messa on-line di tale video è stata più volte bloccata in questi giorni dalla sua casa di produzione.
Matteo è stato tra i primi a segnalarmi il filmato.
La polemica comunque andava avanti da molto anche su siti come Spinoza.

Nel video le battute di Luttazzi risultano essere ASSOLUTAMENTE IDENTICHE ad altre pronunciate prima di lui e non da lui.
Non solo il concetto ma l'intero periodo, la costruzione della battuta, i tempi e le mimiche facciali.
Praticamente tutto.

Una frode?
Si.

Una frode bella e buona.
Adesso stanno esplodendo le polemiche.
Gli estimatori (e credo di farne parte) sono perplessi e si chiedono che conseguenze avrà tutto questo.

Parliamo di satira e comicità.
Niente di trascendentale.
Ma...

...ma sono molti i punti sui quali aprire un possibile dibattito.


Punto uno.

Carlin o Hicks -straordinari comici americani- sono stati conosciuti da molti di noi PROPRIO grazie a  Luttazzi.
Alcune volte dichiaratamente altre volte di nascosto.
Questo sembrerebbe un merito.
Tematiche religiose espresse in forma tanto dissacratoria hanno trovato asilo prima delle menti di Carlin e poi sono arrivate a farci ridere per tramite di Luttazzi.
Ma è realmente un merito?
Se io citassi una poesia straordinaria che non risulta essere mia, senza dichiararne la fonte, renderei gioia a coloro che l'ascoltano.

Gioverei del credito di "poeta" e contemporaneamente arricchirei colui che sente.
Salvo che la mia nomea non sarebbe meritata.
Resterebbe però l'arricchimento altrui.

Eppure temo che anche questo non andrebbe definito merito.
Sarebbe solo semplice raziocinio: un Luttazzi che copia battute di Pingitore o Vanzina non potrebbe avere neanche un decimo del credito che si è conquistato fino ad ora.


Punto due.
Questa non è satira da Bagaglino. Ovvero non è "umorismo asettico". (lo so, è ossimorico associare vanzina/pingitore a umorismo)
Se prendi in giro chi guarda gag senza sfondo politico o sociale questo ha diritto di incazzarsi.
Ma se nel tuo millantare talento porti alla luce temi sociali, politici od etici quando, a tuo carico, 
emergeranno pratiche "poco oneste" avrai procurato un doppio danno ai tuoi ascoltatori.
Non è ragionevole parlare di obbligo di non copiare le battute quando tu sei il primo a non rispettare tale  regola.
Nel video incriminato addirittura Luttazzi si concede tale assunto facendo riferimento a una battuta che, per primo, ha copiato (le mosche che scorreggiano).


Punto tre.
Il pubblico di Luttazzi pretende molto.
Quasi tutti sono capaci di distinguere differenza tra "medium" e "messaggio".
Ma quasi tutti sono altrettanto capaci di sapere che nella società dei media questi due elementi spesso rischiano di essere assimilati.
E in parte questo è tanto inevitabile quanto giusto.
Prendere il messaggio e lasciar perdere il mittente è opportuno ma difficoltoso da mettere in pratica, almeno nel quotidiano.

Luttazzi, come "medium" deteriorato rischia di distruggere il "messaggio".
Questo non sarebbe stato un problema se solo avessimo discusso di umorismo senza risvolto alcuno.
Solo che non è così: la distinzione tra "medium" e "messaggio" viene a cadere quando il messaggio (satirico o meno) è un messaggio sociale, etico o politico.

Pingitore può rubare le battute.
Luttazzi no.
Tutto qua.

Punto quattro.
La satira di Luttazzi spazia su vari argomenti.
Personalmente trovo divertenti spettacoli come "sesso con Luttazzi" ma preferiscono i monologhi politici dove satira ed amarezza diventano l'elemento predominante del suo show.
Quanto ha detto sull'Afghanistan o sul PD resta indelebilmente impresso nella mia memoria. E in questo senso il merito non viene a decadere.
Certo che permangono i dubbi.

Il PD non esiste negli Stati Uniti ma l'adattamento non è impossibile.
I repubblicani e i democratici sono ombre che possono essere usate in modo analogo.
E l'Afghanistan è una vergogna globale.

A questo punto scatta un filtro (pregresso) su ogni battuta ascoltata.


Punto cinque.
Le conseguenze.
Lasciamo perdere il disagio di chi l'ha seguito (e lo ribadisco: parlo anche di me).
Ma Luttazzi ha avuto il suo merito nel riproporre tematiche scottanti della realtà italiana.

L'editto bulgaro non cessa di esistere adesso.
Biagi, Santoro e Luttazzi sono stati realmente allontanati da Berlusconi.
La censura è prassi.
Anche se esiste censura di serie A e di serie B (come direbbe Beha al Giornale).

Da adesso in poi sarà facile svuotare ogni possibile critica per quanto verificatosi contro Luttazzi 
richiamando quanto si è scoperto.
("Luttazzi? Chi? Quello che copia? E secondo te avrebbero fatto male a cacciarlo?")


Punto sei.
Non avrebbe potuto dirlo?
Carlin e Hicks sono forse gli esempi massimi.
Ma non poteva dirlo?
Sarebbe stata una vergogna?
Non penso.


Punto sette.
La rete è democratica (per adesso).
Luttazzi non è autore satirico da pochi mesi.
Quando ha cominciato non esisteva il rischio rete.
La copia allora aveva un margine di vita virtualmente infinito.

E' ragionevole supporre, anche con malizia, che non pensasse -quando ha cominciato a copiare- al tipo di 
evoluzione che ci sarebbe stata.


Punto otto.
Le risposte date sono, nel migliore dei casi, poco convincenti.
L'arte si nutrirà anche di arte.
Ma tutto ha un limite.
E dire che miglioramento o creazione siano equivalenti è opinabile.
Inoltre è opinabile che ci si trovi davanti ad un miglioramento (a meno che, per citare qualcuno assai più 
arguto di me, non si intenda come miglioramento "aver evitato la fatica dei sottotitoli")
Alcune battute sono identiche in tutto.

Dichiarare di aver preso spunti da Carlin o Hicks non cancella tutti i riferimenti non citati a Emo Philips,Steven Wright o moltri altri.
Dìchiarare che "si diverte così. Lo fa apposta" non sposta di una virgola il problema.

Controlli messi in atto da coloro che hanno fatto tanto sforzo per "smascherare" Luttazzi in realtà 
metterebbero alla luce anche l'inconsistenza di risposte di Luttazzi poco credibili.
In particolare parlo di presunte dichiarazioni di "copia intenzionale" precedenti al periodo in cui è stato accusato.

Anche rimuovere il filmato in questione -attraverso la Krassner- non risolve il problema ed, al contrario, genera ulteriore disistima.
E' un processo inevitabile: maggiore fiducia ottieni grazie a concetti cardine e più radicale è il tracollo in presenza di comportamenti incoerenti.

Errare è umano.
Ma non ammetterlo equivale, in questo caso, a una perseveranza diabolica.

La censura, indipendentemente da chi la pratica e chi la subisce, resta tale.
Non sono le tipologie di vittime che ne fanno le spese a renderla meno importante.
Era sbagliato censurare Luttazzi.
E' sbagliato rimuovere quel video anche se postato da un utente senza nome.

Ovviamente invito caldamente alla visione di tale video.

 

Punto nove.
E adesso?
Andrei ancora a uno spettacolo di Luttazzi?
Non penso.
E senza una spiegazione esauriente se andassi... andrei per fischiarlo.


Punto dieci.
Non è un problema di Luttazzi.
Luttazi potrebbe benissimo aver copiato ogni minuto del suo spettacolo e a me, dal punto di vista pratico,non cambierebbe nulla.

Direi piuttosto che è un problema mio.
Mio e di chiunque distingua tra "estimatore" e "fan".
E' un problema, limitatissimo sia chiaro, di persone che nell'entusiasmo dello spettacolo tendono a sperareche l'oratore proponga (non importa in quale forma) assunti dei quali egli stesso faccia parte.
Assunti che "aggreghino" creando gruppo -qualcuno potrebbe spingersi a parlare di chiesa-.
E' un problema mio il "divenire emotivo" che concede spazio a un comico attribuendogli meriti maggiori del necessario ed opportuno.

 

 

 


Quindi butto tutto via?
No, perché il messaggio, come sempre resta.

Ma insieme al messaggio resta anche un moto di disagio.
La sensazione di aver ecceduto in entusiasmo mancando di obiettività.

Mi restano Chomsky, Albert, Parenti, Pilger, Monbiot, Roy e tant* altr*.
E cinicamente mi verrebbe da dire che fortunatamente Edward Said è morto.

Certo loro non sono autori di satira.
Ma almeno per ora bastano e avanzano

 

 

 


Riferimenti:

http://www.danieleluttazzi.it/
http://www.danieleluttazzi.it/node/285
http://www.danieleluttazzi.it/node/324
http://ntvox.blogspot.com/
http://ntvox.blogspot.com/2008/02/luttazzis-plagiariezed-jokes.html
http://www.unita.it/news/culture/99761/copiare_egrave_lecito_le_nostre_domande_a_luttazzi_e_la_sua_risposta
http://web.archive.org/
http://forum.spinoza.it/viewtopic.php?f=5&t=12437&start=50
-rai/09-06-2010/articolo-id=451554-page=0-comments=1
http://www.rerosso.it/comedysubs/phpBB3/viewtopic.php?f=7&t=41&start=10
http://www.dgmag.it/curiosita/daniele-luttazzi-copia-o-cita-la-rete-chiede-risposte-29345
http://www.ilgiornale.it/interni/oliviero_beha_santoro_e_epurato_serie_a/arte-arte_contemporanea-santoro-beha
http://www.giornalettismo.com/archives/64034/luttazzi-copia-sincazza/
http://www.prontoimprese.it/emilia-romagna/bologna/sasso-marconi/agenzie-di-spettacolo%7C856563.html
http://ntvox.blogspot.com/p/krassner.html

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