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Il deviante


Nonostante io creda pervicacemente nelle teorie sociologiche del conflitto, dove i modelli normativi e comportamentali risulterebbero essere frutto di imposizioni della minoritarie classi dominanti nei confronti di una maggioranza forzata ad obbedire,

a questo giro voglio dare un po' di spazio alle generiche teorie del consenso (le regole della società si reggono sul consenso della maggioranza dei cittadini).
 
Dunque perché abdicare al mio credo nelle teorie del conflitto a favore di quelle del consenso?
 
Semplice.
Perché io ho degli esempi probanti.
Perché io credo a ciò che vedo e a ciò che sento.
 
Perché io credo in Berlusconi.
O meglio, credo in quello che fa e dice Berlusconi.

 
Chiaro?
NO?
 
Allora facciamo un passo indietro.

All'interno delle teorie del consenso (così come in quelle del conflitto) esiste la necessità di identificare la devianza e il modo di intenderla.
Una condotta simile viene quindi identificata attraverso diverse caratteristiche.
In sostanza, a rischio di venire fucilato per approssimazione, potremmo dire: chi è il delinquente in una società?
Le teorie del conflitto e del consenso cercano di fare questo: dirci chi è il deviante o i devianti.
E spiegarci perché siano tali.
 
 
Io devo dire di aver davvero trovato la teoria più adatta.
 
 
la TEORIA DELLA NEUTRALIZZAZIONE (Neutralizzazione morale della devianza)

 
http://en.wikipedia.org/wiki/Techniques_of_neutralization
http://it.wikipedia.org/wiki/Tecniche_di_neutralizzazione
http://vettorato.unisal.it/contenuti/apprendimentosociale.pdf
 
 
Tale teoria vuole dimostrare che la delinquenza non deriva dall’apprendimento di norme o valori devianti, ma il comportamento deviante è il risultato di tecniche psicologiche, di razionalizzazione, così dette di neutralizzazione. Tali tecniche sono concepite secondo 5 forme principali:

1)  la negazione della propria responsabilità;
2)  la minimizzazione del danno provocato;
3)  la negazione della vittima;
4)  la condanna dei giudici;
5)  l’appello a obblighi di lealtà.

Il delinquente, mediante queste tecniche, si sente scaricato delle sue responsabilità e per le sue azioni si considera più come soggetto passivo che come soggetto attivo.
 
 
 
Proviamo a mettere sotto stress la teoria con dichiarazioni recenti e meno recenti.
 
Il deviante?
 
Berlusconi.

 
 
 
 
 
 
1) Negazione della propria responsabilità?
 
"Si diffonde un clima generale di sfiducia, anche per le profezie, fatte circolare in Italia dalla sinistra che grida alla catastrofe".
 
"Le macerie all’Aquila non sono colpa nostra."
"I giornali della sinistra hanno approfittato della situazione pubblicando fotografie delle carriole con due o tre mattoni sopra"
“Sono sicuro che conquisteremo la Provincia dell’Aquila anche se negli ultimi tempi hanno cercato di gettare fango su di noi e su tutto quello che abbiamo fatto”
 
"Berlusconi si è poi detto molto indignato per le manifestazioni dei giorni scorsi dei terremotati de L’Aquila: secondo il presidente del Consiglio sono state influenzate dalla sinistra che ha strumentalizzato la paura, la speranza, i morti. Vergogna, vergogna”, ha urlato dal palco.
 
"Napoli ha risolto definitivamente il problema dei rifiuti. Ci sono discariche che possono contenerli, c'è il termovalorizzatore di Acerra che funziona completamente. Sapete cosa non funziona? A Napoli non funziona la raccolta dei rifiuti, che è nella diretta responsabilità dell'amministrazione comunale, che ha un nome: Rosa Russo Iervolino". Lo dice il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in un passaggio della replica al Senato.
 
Senza citare l'ormai famigerato "buco della sinistra".
 
 
 
2) la minimizzazione del danno provocato?
 
Berlusconi e le allusioni alla mafia: “Non ho mai fatto male a nessuno”
"Mi accusano di una cosa abominevole, io non ho mai fatto male a nessuno“
 
"Non ho mai detto che dovevano essere mandati via, ho sempre detto che se volevano rimanere non dovevano continuare a fare un uso criminoso della televisione. Ho detto che avrebbero dovuto fare come nelle televisioni private. Nelle televisioni private non ci sono mai state trasmissioni con attacchi a qualche partito ma da noi ci sono i Costanzo e i Mentana perchè noi siamo liberali".
 
"Io ricevo da sempre insulti e aggressioni, non mi fanno né caldo né freddo. […] Io non ne ho mai fatti né a Veltroni né ad altri perché ho un grande rispetto degli altri, a partire dai più deboli. Non ho mai rivolto un insulto ad alcuno."
 
"Io non ho mai attaccato i giudici, anzi è il contrario."

 
3) la negazione della vittima?
 
"Berlusconi si è poi detto molto indignato per le manifestazioni dei giorni scorsi dei terremotati de L’Aquila: secondo il presidente del Consiglio sono state influenzate dalla sinistra che ha strumentalizzato la paura, la speranza, i morti. Vergogna, vergogna”, ha urlato dal palco.
 
"Voglio che il mio programma sia estremamente concreto" e, tra le altre cose, prevederà "tolleranza zero con i rom, con i clandestini e i criminali. Reintrodurremo inoltre subito il poliziotto e il carabiniere di quartiere in tutte le città dai 15 mila abitanti in su"
 
"Riduzione degli extracomunitari clandestini, significa meno forze che ingrossano la criminalita"

 
4) la condanna dei giudici? (ok, questa è troppo facile)
 
[Riferendosi ai magistrati] "Ahimè, sono sicuro che hanno idee radicate nel passato, nella scuola di Mosca e se andassero a Cuba sono sicuro che tornerebbero solo dopo aver fatto turismo sessuale e senza avere imparato niente."
 (da la Repubblica, Modena, 4 febbraio 2006)
 
"Colpisce puntuale, ad orologeria, vicino alle elezioni"
 
"Io non ho mai attaccato i giudici, anzi è il contrario."
 
"La magistratura è una malattia della nostra democrazia, dobbiamo assolutamente cambiare l'ordine giudiziario, non lascerò la politica finché un cittadino non potrà andare davanti a un giudice che sia veramente imparziale."
Matrix, Canale 5, 10 marzo 2006
 
"[Uno dei principi del nuovo partito sara' la] liberazione dall'oppressione della magistratura. Non vogliamo più oppressione giudiziaria."
 

 
5) l’appello a obblighi di lealtà?
 
"Per quanto riguarda Mangano, che non era uno stalliere, era il fattore che avemmo ad Arcore con tutta la sua famiglia, madre, moglie e due figli che lui accompagnava all'asilo tutte le mattine insieme ai miei bambini, era una persona che con noi si è comportata benissimo. Poi ha avuto delle disavventure nella vita che lo hanno messo un po' in mano ad una organizzazione criminale. Lui eroicamente, sono d'accordo con Dell'Utri, pur essendo così malato non inventò mai nessuna cosa contro di me e lo lasciarono andare il giorno prima della sua morte. Stava morendo in carcere, ben quindi dice Dell'Utri nel considerare eroico un comportamento di questo genere."
 
Berlusconi:”Avanti se finiani saranno fedeli”
 
"In Parlamento  chi lavora sono 30 persone, tutte le altre devono essere lì presenti, leali, dalle nove della mattina alle nove di sera. Se ce ne sono troppi bravi, fanno a pugni fra loro perché su un argomento vogliono parlare in tre, quattro o cinque: quindi è molto meglio averne uno e la sua riserva e basta."

 
__________________________
 
Insomma,
 
Berlusconi è un "deviante"?
Sarebbe il candidato perfetto per essere definito "deviante" nella mia teoria se non fosse per la sua carica e il suo ruolo di leader detentore di potere quasi assoluto.

 
Allora mi accontenterò.
 

 
Berlusconi non è un "deviante".
No, Berlusconi è solo un tizio che in qualunque altro paese definiremmo un "criminale".

In qualunque altro paese. 

 
 

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